L’economia toscana torna a crescere. Terzo anno consecutivo con Pil positivo

Redazione 5 luglio 2017

FIRENZE – L’economia toscana torna a crescere, anche nel 2016. Lo certifica l’Irpet, l’istituto per la programmazione economica della Regione, che ieri ha presentato il doppio rapporto annuale che pone sotto la lente dei ricercatori sviluppo economico e mercato del lavoro.

La Toscana dunque cresce. Lo fa lentamente (+0,7 per cento), ma è il terzo anno consecutivo che il Pil segna un avanzamento: succede dal 2014, quando il resto dell’Italia era ancora in recessione. Si tratta di una crescita troppo debole per essere rassicurante.

Per l’Irpet però prevale l’ottimismo anche in presenza di un peggioramento del contesto internazionale perché nel 2016 la spinta maggiore alla crescita del paese proviene soprattutto, annotano i ricercatori, dalla domanda interna, ancora troppo debole e che sconta la scarsa fiducia verso il futuro prossimo di imprese e famiglie.

Per quanto riguarda lavoro ed occupazione, complessivamente il 2016 si chiude con un segno positivo (+1,9%). La Toscana è tra le regioni d’Italia che più hanno recuperato occupazione rispetto ai numeri precedenti alla crisi. L’aumento dei dipendenti è diffuso a quasi tutti i comparti produttivi ed in particolare alla manifattura, in cui spiccano i settori del cosiddetto ‘made in Italy’. La crescita dell’occupazione è evidente anche nel settore agricolo oltre a quello industriale. Nei servizi permane la contrazione del comparto assicurativo, del credito e della pubblica amministrazione, mentre commercio e turismo mostrano andamenti positivi.

Per il futuro? La stima è che in Toscana nel 2018 i consumi delle famiglie crescano dello 0,7 per cento (contro lo 0,8 dell’anno in corso), gli investimenti dell’1 per cento (stabili nel 2017), le esportazioni dell’1,2 (contro il 2,2 atteso nell’anno)e le importazione dell’1,7 contro il 2,1 con cui si prevede chiuderanno nel 2017. Nel complesso il Pil dovrebbe crescere dello 0,9 per cento quest’anno e dell’1 per cento nel 2018. I consumi dei turisti stranieri dovrebbero aumentare nel triennio del 3 per cento.

Si stima che diminuirà nei prossimi due anni anche il tasso di disoccupazione (un punto percentuale in meno rispetto all’attuale 9,5 per cento). Ma mettono in evidenza i ricercatori di Irpet che è l’effetto della contrazione della produttività, la quale comporta una maggiore domanda di lavoro. Una consolazione dunque di corto respiro, se non interverranno investimenti per accrescere le potenziali produttive.

Redazione 5 luglio 2017