Truffe agli anziani in Valdisieve. Segnalati tentativi di falsi avvocati e “truffa dello specchietto”

Redazione 30 ottobre 2017

PONTASSIEVE – “Pronto Signora, suo figlio è stato coinvolto in un incidente provocando danni a persone o case, sono un avvocato e se provvede a pagare immediatamente le spese evitiamo la denuncia penale”.

Questa in sintesi la telefonata che alcuni cittadini hanno segnalato in Valdisieve al corpo di polizia Municipale. Per il momento sono solo casi sporadici, ma è necessario fare attenzione. La truffa è semplice: il sedicente avvocato, si premura di chiedere soldi alle vittime promettendo che si incaricherà di risolvere le controversie per chiudere un sinistro a carico del figlio.

Il truffatore non è sprovveduto e si informa precedentemente sullo stato della famiglia, sul nucleo familiare, su età, data di nascita e generalità delle vittime della truffa, tanto da poter far credere di essere credibile nella richiesta. Fissa poi con un incontro immediato e si fa consegnare il denaro, andandosene poi indisturbato. Una vera e propria truffa lampo che viene portata a termine in meno di mezz’ora e che fa leva sull’emotività di genitori preoccupati per il figlio e messi alle strette in tempi brevissimi, con insistenza.

Altro episodio di truffa segnalata da una cittadina è quella relativa alla cosiddetta “truffa dello specchietto”, per fortuna la persona coinvolta in questo caso ha mostrato sangue freddo e non è caduta nel tranello. In sostanza è una messinscena ai danni di ignari automobilisti che vengono convinti di aver provocato la rottura degli specchietti e che, per evitare di tirare in ballo le assicurazioni, risarciscono la presunta parte lesa in contanti quando in realtà sono soltanto vittime di un raggiro.

Si raccomanda a chiunque riceva una telefonata “particolare” o chi si sentisse avanzare richieste di denaro per evitare controversie relative a “falsi” incidenti di avvertire il 112 o la Polizia Municipale 055/8360400 per denunciare l’accaduto e di non consegnare soldi a nessuno e di verificare il racconto rivolgendosi magari direttamente a parenti e amici.

Redazione 30 ottobre 2017