Riqualificazione Ex Aera Ferroviaria. Dopo l’annuncio il silenzio. Il progetto rimane un segreto

Redazione 14 novembre 2017

PONTASSIEVE – Grazie ad una proposta di un Consorzio l’ex Area ferroviaria di Pontassieve potrebbe realmente essere riqualificata, con case, parcheggi, servizi commerciali e sanitari. Il progetto c’è, è stato presentato ufficialmente al Comune, ma ancora non è stato reso noto.

A rivelare di questo interessamento e possibile sviluppo è stata la stessa Sindaca di Pontassieve, Monica Marini, che qualche giorno fa dalle pagine de “La Nazione” ha deciso di informare che il Consorzio Acli Case Arezzo ha presentato un progetto trovando nell’Amministrazione apprezzamento. Un fulmine a ciel sereno, più o meno gradito, non solo per i cittadini.

La notizia pare abbia colto di sorpresa tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, ignari di questo repentino sviluppo e della presentazione ufficiale di un progetto che, toccando un rilevante tema di interesse pubblico, non era stato condivisa ma solamente appreso sui quotidiani. Un imbarazzo, quello dei consiglieri, quietato parzialmente nei giorni successivi quando la Sindaca ha fornito loro un rendering e poche specifiche chiedendo però, su queste, il massimo riserbo.

Da qui il silenzio e la segretezza sulla questione. Infatti, anche se la Sindaca ha deciso di diffondere l’informazione, evitando di farlo dai canali istituzionali, cogliendo comunque tutti di sorpresa, ha poi chiesto ai propri collaboratori massima riservatezza perché ci sarebbero delle trattative in corso.

Da quanto si apprende da fonti vicine all’amministrazione lo studio preliminare presentato dal Consorzio Acli Casa Arezzo prevederebbe, sui 100.000 mq di proprietà comunale e di Rfi, la costruzione di 115 case (Suddivise in blocchi da 25, 60 e 30 abitazioni), un parcheggio scambiatore, servizi commerciali, produttivi, ma anche turistico-ricettivo (Con 150 posti letto) e una Caserma.

Dal rendering si comprende che parcheggio scambiatore, casa della salute e 25 abitazioni saranno collocate nell’area di proprietà comunale – quella che va dalla Stazione Ferroviaria all’azienda Ruffino – mentre le restanti 90 abitazioni, la Caserma, servizi commerciali, strutture turistico-ricettive e servizi produttivi andranno nell’altra area, di proprietà di Rfi, che va dall’azienda Ruffino fino alla rotonda della Vicas.

Altri dettagli, come le funzioni, l’utilizzo, la destinazione degli appartamenti e delle aree commerciali e produttive, non sono noti, come non sono note le trattative, i punti di questo progetto su cui si concentrano le trattative e neanche i motivi, la visione, il piano e solidità economica di chi ha deciso di presentare al Comune questo progetto dopo anni in cui bandi e manifestazioni di interesse sono andati completamente deserti.

Ed anche se il silenzio vige su tutta la questione, da un punto di vista burocratico nell’area di proprietà comunale qualcosa si sta muovendo. Questa sera il Consiglio Comunale discuterà, e probabilmente approverà, lo svincolo del Comune dall’obbligo di costruire la nuova caserma della Polfer e il nuovo dopo lavoro, restituendo i due edifici a Rfi ed eliminando un eventuale contenzioso/penale derivante dagli accordi precedenti. In pratica la Rfi avrà due edifici nell’area ferroviaria di proprietà comunale pareggiando un debito con il Comune.

All'interno dell'Area ferroviaria

All’interno dell’Area ferroviaria

Mentre negli uffici comunali la Sindaca continua nel riserbo le trattative, per i cittadini risulta impossibile dare giudizi sul progetto perché nessuno lo ha visto, ne conosce i dettagli, le metrature, il rendering. Non sanno quale aspetto prenderà l’ex area ferroviaria ma anche tutta Pontassieve, sia da un punto di vista strategico che economico-politico.

Anche se la Sindaca ha scritto nero su bianco nel suo programma elettorale la riqualificazione dell’area ferroviaria (Il riferimento era alla sola proprietà comunale), con housing sociale, casa della salute e parcheggio scambiatore, e coerentemente sta perseguendo quell’obiettivo, nel 2015 aveva comunque – per forti divergenze in maggioranza e nel suo partito – rinunciato ad una opportunità di riqualificazione lasciatagli in eredità dall’amministrazione che l’aveva preceduta. Divergenze che potrebbero ripetersi, anche se non necessariamente bloccare l’intento, perché anche nel PD – partito di cui fa parte la Sindaca – è serpeggiato un po’ di malumore per aver appreso la vicenda unicamente dalla stampa ma anche per l’assenza di una visione politica ma la mera accettazione, anche se con riserve, di un progetto. Nel Partito Democratico locale rimane però forte la convinzione che andrà fatto un percorso con la cittadinanza.

Si, perché, in “ultima” istanza, ci sono i cittadini. Loro, più di tutti, dopo aver appreso approssimativamente questi sviluppi, stanno aspettano di conoscere meglio la situazione, vogliono farsi spiegare ufficialmente il progetto, comprendere le intenzioni dell’amministrazione e le prospettive di un’area pubblica che dal 2001 (Anno dell’acquisto) ha vissuto un lungo periodo travagliato e il cui progetto di recupero sembra troppo importante per rimanere, dopo gli annunci, avvolto in un alone di mistero. E’ probabile, auspicabile, che ad ulteriori sviluppi seguiranno comunicazioni ufficiali.

Redazione 14 novembre 2017